I treni regionali qui sono più sconquassati dei nostri: quando camminano cigolano e sembra che al posto delle rotaie abbiano i sanpietrini sotto le ruote, però sono puliti, puntuali e dignitosi!

Dalla stazione all'ingresso della miniera c'è un chilometro di passeggio molto piacevole lungo una strada che costeggia un bosco innevato.
Prima di vedere la miniera di sale, immaginavo che fosse una vera miniera. Non che sia mai stato in una miniera prima d'oggi, sia chiaro! Però mai pensavo di trovarmi in larghi corridoi e grotte con un'illuminazione da locale lounge, con tanto di parquet a terra, di aree ristoro, di bar e negozietti di souvenir. Insomma, la miniera in sé sarebbe bella e impressionante con le sue cave, pozzi, laghi, sculture e bassorilievi scolpiti nel sale, ma è stata del tutto snaturata, o meglio, trasformata in una meta superturistica leccatina e pure un po' disneyana!

Con quel tanto che basta di delusione, mi dirigo alla fermata dell'autobus per rientrare a Cracovia. È arrivata l'ora di mangiare e mi piacerebbe provare una latteria. Anche qui ho dovuto fare uno sforzo per ridefinire la parola latteria nella mia testa: per me la latteria è quella che sta dietro Campo de' Fiori, quella dove vai a bere il cappuccione, per intenderci. Invece no! Qui le latterie sono vecchi caffè poco costosi, in parte finanziati dallo stato durante il periodo comunista, e si chiamano così perché la maggior parte dei piatti che servono è preparata con prodotti caseari. Ordino zuppa bollente di carne e pancakes al formaggio. Rifocillato e riscaldato, sono pronto a proseguire il mio giro.
Prendo il tram e mi dirigo verso la periferia Est della città a vedere la Cracovia comunista, Nowa Huta, la nuova acciaieria. Il quartiere fu voluto da Stalin alla fine degli anni '40 e rappresenta un esperimento sociale socialista con tanto di fabbrica e zona residenziale. Ma non durò a lungo (l'esperimento): sembra che gli operai non accettassero l'idea che non potesse esserci una chiesa nel quartiere e più avanti furono proprio loro a partecipare attivamente nel movimento di Solidarnosc, contribuendo alla caduta del comunismo.

Dal punto di vista architettonico è un posto molto interessante: grandi viali alberati, giardini, palazzoni in stile realista socialista e postmoderno. Insomma, con la neve, il ghiaccio e gli alberi spogli tutto tende un po' al grigio, però la luce del tramonto è in grado di rendere belli anche i paesaggi tristi.

Sono diverse ore che cammino il gelo inizia a penetrarmi nelle ossa. Mi piacerebbe entrare in un posto caldo a bere una cioccolata bollente. Ma Stalin quando ha progettato il suo quartiere residenziale non ha pensato che turisti come me potessero avere questa esigenza? Non c'è un bar neanche a pagarlo oro! Non mi resta che salire sul tram e tornare in centro.

Finalmente a casa: un po' di relax e tra un po' di nuovo fuori. L'obiettivo dell'ultima sera a Cracovia è fare centro col ristorante. Poi valigia e si torna, dritto dritto al lavoro!
Location:Józefa,Cracovia,Polonia





