Negli ultimi anni sono diventato un po’ più sensibile ai problemi del pianeta Terra, quali inquinamento, riscaldamento globale, sfruttamento esasperato delle risorse, eccetera eccetera. Non so se tutto ciò ha a che fare con le bombardanti campagne mediatiche salvapianeta degli ultimi tempi oppure con il mio amore per la natura. Fatto sta che mi sono convinto che nel mio piccolo ho il dovere di cambiare alcuni comportamenti adottando uno stile di vita più “etico”.Quando possibile cerco di produrre pochi rifiuti e di smaltirli in modo differenziato, evito di prendere la macchina se non strettamente indispensabile, sto imparando a fare uso più parsimonioso dell’acqua, prediligo gli spostamenti a piedi o in bici a quelli in motorino, al mercato rifiuto i sacchetti di plastica, al lavoro uso carta riciclata e faccio infinite prediche a mia madre, che ultimamente in cucina si è convertita al “tutto di plastica”.
Seguo anche con molto interesse il blog di Leo Hickman (leohickman.wordpress.com), un articolista del quotidiano inglese “The Guardian”, dove ha una rubrica tutta sua chiamata “Ethical living”, tradotta in italiano su Internazionale. Leo è anche autore di due libri: “Ultima chiamata”, già letto recentemente, e “La vita ridotta all’osso”, appena finito di leggere. Quest’ultimo è il racconto dell’esperimento dell’autore di vivere una vita ecocompatibile, sotto la supervisione di tre consulenti.
Le principali regole da rispettare per vivere eticamente potrebbero essere riassunte nei seguenti punti:
1. al supermercato evitare tutte quelle merci che nel trasporto abbiano accumulato troppi chilometri. Comprare prodotti locali e di stagione. Visto l’impatto ambientale, ridurre il consumo di carne, preferendo quella proveniente da allevamenti non intensivi. Comprare prodotti con imballaggi ridotti al minimo riutilizzare i sacchetti di plastica;
2. per l’igiene personale evitare prodotti che contengano troppi ingredienti sintetici e per la pulizia della casa usare prodotti che siano biodegradabili;
3. per gli spostamenti in città preferire mezzi pubblici, bici o piedi;
4. nei mesi invernali evitare di surriscaldare la casa più del necessario ed in quelli estivi cercare di fare a meno dell’aria condizionata;
5. evitare o quantomeno ridurre i viaggi in aereo, soprattutto quelli lunghi, responsabili di emissioni di gas serra superiori alla media;
6. fare molta attenzione al consumo di acqua;
7. fare la raccolta differenziata dei rifiuti e cercare di produrne il meno possibile;
8. depositare i propri soldi in banche che non investano in aziende coinvolte in commercio di armi o nell’abbattimento di foreste vergini o in altre attività deplorevoli.
Quanto ai punti 1, 2, 5 e 8 io sono un vero disastro: al supermercato il mio criterio di scelta si basa sulla bellezza del “packaging”, non mi sono mai posto il problema dei saponi inquinanti (l’importante è che profumino), non appena metto due lire da parte le spendo infilandomi dentro un aereo e tengo i miei soldi su un conto della banca Unicredit.
Inoltre contribuisco al degrado del pianeta con la mia passione per la tecnologia. E sì, lo ammetto, sono uno di quei consumisti che deve correre immediatamente a comprare l’ultimo modello di computer o di telefonino (non appena vedo il logo Apple non capisco più niente!) e dentro casa ci sono talmente tanti gadget elettronici in stand-by che ¼ della bolletta dell’elettricità se ne va solo per quelli.
C’è un sito internet (www.myfootprint.org), in cui, rispondendo a una breve serie di domande, è possibile misurare la propria impronta ecologica, cioè quanti ettari biologicamente produttivi sono necessari al sostegno del proprio modo di vivere. Sapete che è uscito fuori? La mia impronta ecologica è di 43.6 ettari, conto una media nazionale di 40.1. La terra può tollerare una media sostenibile di 18 ettari a persona. Ciò significa che se tutti gli abitanti del pianeta vivessero come me, avremmo bisogno di quasi tre terre!
Ma come è possibile? Pensavo che i miei piccoli gesti quotidiani mi rendessero un po’ più bravo di tanti altri italiani, ma, a quanto pare, non è così! Forse il calcolo dell’impronta ecologica non è poi tanto attendibile o forse dovrei semplicemente impegnarmi di più nella salvaguardia del pianeta. Ma che posso fare? Non lo so ancora, magari inizio ad informarmi meglio!
Di certo però sono sicuro che non comprerò mai un lombricaio dove far decomporre tutti i rifiuti organici per produrre compost da usare come fertilizzante per il mio orticello. Non suggerirò a mio fratello e mia cognata di convertirsi ai pannolini lavabili di stoffa. Non proporrò alle mie amiche di comprare assorbenti lavabili. Non bandirò mai e poi mai i farmaci tradizionali a favore di quelli omeopatici.
Ebbene sì, sembra che in giro per il mondo ci siano integralisti che pensano che vivere eticamente significhi fare tutto quello che io non farò mai!
13 commenti:
vediamo se almeno con l'acqua riesci a fare qualcosa...
Ma questo è un post pubblicitario!! Hai più pubblicità tu qui che le radio private!!!
E' vero! Prima che me lo dicessi tu non mi ero proprio reso conto di aver fatto pubblicità a due libri, un blog, un sito internet e ai prodotti Apple in generale. Però con la Unicredit non sono stato molto carino!
Dimenticavo: ho citato anche l'Internazionale e The Guardian.
Gg caro,
suppongo che tu volessi porre l'attenzione su un tema importante e serio, ma anche questa volta sei riuscito a mescolare tutto, in un pentolone condito da tanta ironia!
La tua ingenuità, è teneramente disarmante:
magari i tuoi piccoli accorgimenti quotidiani, servissero veramente alla terra per essere salvata, invece sono solo utili per sentirti a posto con la coscienza!
Dici che vuoi adottare uno stile di vita più "etico", però poi definisci "integralisti" coloro che dettano le regole per la salvaguardia del pianeta:sei l'emblema della contraddizione in termini!
Spero che il libro che hai appena finito di leggere, sia stato stampato su carta riciclata, altrimenti il termine "etico", riferito al rispetto per la terra, rimarrà solo un bello slogan!
Personalmente credo che siamo ormai avviati verso un processo irreversibile e perciò: LASCIA USARE A ME E A TUA MADRE I NOSTRI DANNATISSIMI PIATTI DI CARTA!!!!
Ti bacio
caro Gg, è tutto molto bello e divertente, io personalmente apprezzo il tuo impegno che, in fondo, non si limita solo a un pensiero come faccio io. qualcosa fai e io credo sia sempre molto meglio di niente.
ma veniamo al dunque, quando cavolo ci racconti della fattoria nella vostra macchina? per due post ne hai parlato e poi non hai detto più niente. ti prego, premia la mia fedeltà e caparbietà per aver cercato notizie tutti i giorni sul tuo blog.
spero non mi deluderai.
Per Pia:
Cara Pia, non sono così ingenuo da penare che i mie gesti cambieranno il pianeta, no assolutamente. Sono consapevole che il pianeta lo potrebbero cambiare i governi e non io da solo, ma non lo fanno perchè devono sottostare a certe regole dell'economia mondiale. Però io trovo disarmante il tuo disfattismo.
Inoltre sei troppo intelligente per pensare che vivere eticamente significhi usare medicine omeopatiche e assorbenti lavabili. Mi sembra una semplice provocazione la tua e apprezzo anche il tuo ruolo nelle mie discussioni.
Comunque il libro è stampato su carta riciclata e io continuerò ad assillare mia madre con i piatti di plastica!
Per Geo:
Cara Geo, hai ragione: manca una parte del racconto della vacanza. L'ultimo libro che ho letto mi ha talmente colpito che tutto il resto è passato in secondo piano.
Comunque tla tua fedeltà verso il mio blog sarà premiata quanto prima.
commento da un anonimo vicino: non ci credete, io lo vedo buttare olio di macchina bruciato dalla finestra. recicla ma in realta' butta di proposito il metallo nella plastica, la plastica nel cassone del vetro ed il vetro in quello dell'organico! inoltre di notte esce e spacca i rubinetti delle fontanelle pubbliche cosi che esca il triplo dell'acqua.
Gg hai ragione quando dici che il mio intervento è una provocazione, hai meno ragione quando mi definisci disfattista. Sono realista! Non sopporto i compromessi e non mi piacciono le posizioni "di comodo", le trovo ipocrite, avvilenti per l'intelligenza umana e per nulla risolutive.
L'uso del pannolino chimico, non è meno deprecabile del piatto di plastica! Se vogliamo adottare uno "stile di vita etico" (???), o lo adottiamo a tutto tondo o non lo si adotta affatto, le mezze misure non servono nemmeno a sensibilizzare l'opinione pubblica. Quanto ai governi poi, nemmeno a parlarne: gli esempi più eclatanti sulla mancanza di rispetto e di considerazione riguardo al bene del pianeta, arriva proprio da loro.
Aver puntato il dito sul problema, ti fa onore, ma per essere convincente, dovrai anche essere disposto a cambiare completamente sile di vita...e tanto per incominciare, smettila di andare a in giro a spaccare i rubinetti delle fontanelle!
vedo che la discussione si infuoca. personalmente penso che anche se Gianluigi avesse una vita ecofriendly senza mezze misure, da solo, non aiuterebbe molto il mondo ma solo l'opinione pubblica. se tutti noi fossimo in grado di condurre una vita un po' più sensata, senza inutili sprechi potremmo fare un po' di differenza. siamo nel 2000 e abbiamo un pianeta che sta perdendo ogni minuto la sua bellezza e utilità. e sta succedendo tutto grazie a noi e alla pigrizia delle comodità. non averle ci porterebbe in un altro secolo. passato.
non credo che fare la raccolta differenziata, stare attenti allo spreco di acqua, comprare detersivi che non inquinano e leggere email senza stamparle sia una perdita di tempo. è sempre qualcosa, poco direte, ma è sempre qualcosa. e comunque è qualcosa che tutti potremmo fare senza rinunciare a molto.
usare assorbenti lavabili mi farebbe molto schifo, se permettete. le aziende dovrebbero preoccuparsi di questo, non noi. il problema poi è che tutte le cose non inquinanti costano un sacco di soldi e in questo momento l'italia non ne ha. dovremmo essere aiutati, ma è tutto uno schifo e un giro di soldi vergognoso.
comunque chiudere occhi e orecchie e pensare che solo un atteggiamento estremista possa far sì che le cose cambino mi sembra un tantino comodo.
per finire, poi, i piatti di plastica non dovrebbero essere usati perché sono brutti.
Nessuno pretende da Gg sforzi da eroe solitario, ci mancherebbe altro!
Con lui gioco un ruolo provocatorio, quasi per diletto.
Nella realtà invece, lo apprezzo moltissimo per la sua capacità di dare voce alle proprie idee in modo sincero.
Credo però, proprio per non voler chiudere gli occhi e le orecchie, che un passo indietro dovremmo farlo tutti, perchè le aziende per ovvie ragioni di speculazione economica, non si occuperanno mai di mettere in commercio prodotti ecocompatibili ad un prezzo più basso. Non per questo si correrà il rischio di tornare nel secolo scorso e adottare uno "stile di vita etico"(concetto che potrebbe essere inteso come moda del momento),non deve essre considerato un bisogno,ma un nostro preciso dovere come abitanti di questo pianeta.
Ognuno poi valuterà le modalità che gli sono più congeniali, senza dover ricorrere ad alcuna forma di estremismo.
Sul discorso estetico legato ai piatti di plastica, volendo poi, potremmo aprire un capitolo a parte.
Caro anonimo,
però raccontando la mia vita segreta mi rovini la bella immagine che cerco di costruirmi! Non so chi tu sia, ma di una cosa cosa sono abbastanza certo: non sei di Roma. Altrimenti sapresti che le fontane pubbliche della capitale non hanno rubinetti (purtroppo!) e vanificano tutto il mio sforzo di centellinare l'acqua! :-)
Assolutamente d'accordo con lei. In questo nulla in vi e credo che questa sia un'ottima idea.
Assolutamente d'accordo con lei. Penso che questo sia una buona idea.
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