domenica 14 settembre 2008

Volevo andare a Palermo e sono finito a Tunisi

Tutto ha inizio il giorno della festa del mio compleanno, quando ricevo in regalo due biglietti aerei di andata/ritorno per la maggior parte degli aeroporti nel raggio di 2000 km da Roma. Bellissimo regalo con una piccola pecca: i biglietti aerei non prevedono il diritto di prenotazione, quindi se c’è posto si parte altrimenti si torna a casa. Inutile dire che per tutta l’estate ho cercato invano di usare il mio regalo di compleanno per un week-end ad Istanbul, ma non sono mai riuscito a partire causa “overbooking” degli aerei. Così prima della scadenza dei suddetti biglietti (15 Settembre) decido di andare a Palermo per dirigermi poi verso la Riserva dello Zingaro. Mi informo per tempo e l’operatrice del servizio clienti Alitalia mi assicura che per Giovedì 11 Settembre sul volo delle 18 c’è buona disponibilità di posti.

Il giorno della partenza, tutto contento, esco da lavoro e mi scapicollo direttamente in aeroporto dove ho appuntamento con Pinupz. Arriviamo davanti al check-in e scopriamo che molti voli nazionali ed internazionali di Alitalia sono stati cancellati per via della riunione governo-sidacati che si è tenuta quel giorno stesso. E indovina un po’? Il volo per Palermo non c’è più…

A quel punto si prospettano due alternative: o si torna a casa oppure si va alle partenze internazionali e si prende il primo volo con posti disponibili per qualsiasi destinazione. Ovviamente io e Pinupz abbiamo optato per la seconda scelta. Così ci dirigiamo verso i monitor per vedere i voli Alitalia in partenza, quando senza neanche rendermene conto mi ritrovo coinvolto in un’intervista del TG3. Faccio tutto lo sciolto, ma la telecamera mi mette talmente a disagio che inizio a farfugliare una serie di stronzate senza neanche riflettere su quello che dicevo. Per cui me ne esco con un “forse sarebbe meglio che questa compagnia fallisca una volta per tutte!”… Poi penso a tutti i dipendenti Alitalia (tra cui alcuni miei amici) che stanno rischiando di rimanere senza lavoro e che la sera assistono in TV alla mia candida affermazione, mentre io sono indeciso se andare a Casablanca, Tunisi, Istanbul, Londra, Madrid o chissadove… Mi rimangio quello che ho detto cercando di usare toni più diplomatici, ma senza troppo successo… Finalmente giornalista, cameramen e assistente decidono di lasciarmi in pace e l’unica cosa che riesco a pensare in quel momento è che spero che quella cavolo di intervista non vada mai in onda!

Non appena ritrovo un po’ di lucidità io e Pinupz ci rimettiamo alla ricerca e riusciamo a trovare posto sul volo per Tunisi. Di corsa a comprare una guida e via, si parte!

Usciti dall’aeroporto di Tunisi-Cartagine il primo shock: un caldo afoso che a quell’ora di notte non ho mai sentito da nessuna parte, neanche a Bangkok! Il secondo shock l’abbiamo avuto quando un gruppo di tassisti vedendoci da lontano ci è venuto incontro cercando di strapparci le valigie dalle mani per caricarle sulle proprie auto e litigando tra loro per chi dovesse portarci in città. Come faccio sempre in questi casi, stringo forte la valigia e tiro dritto verso il primo taxi ufficiale della fila.

L’albergo a Tunisi, che abbiamo accuratamente scelto su consiglio della Lonely Planet, ha rischiato di essere il terzo shock della notte: lo squallido vicolo in cui si trova, le luci al neon, un livello di pulizia non proprio eccellente e la stanchezza ci hanno messo a dura prova. Però c’era anche qualche cosa di molto bello in quel posto che non riuscivamo a vedere, vuoi perché eravamo molto stanchi e vuoi perché siamo arrivati in Africa con aspettative da occidentali. E’ però bastato sostituire il cuscino sporco con uno pulito (era nell’armadio), fare una bella dormita e l’indomani ci siamo resi conto di trovarci in un bellissimo hotel in stile coloniale, con pavimenti, piastrelle e mobilio originali degli anni ’50.

La città di Tunisi nell’insieme non mi ha fatto impazzire: a parte l’antico centro storico (Medina) con le sue moschee, le strette viuzze e le tantissime gallerie in cui sono sistemati piccoli negozi che vendono di tutto, a parte alcuni edifici costruiti dai francesi nella “ville nouvelle”, il resto della città è un orrendo ammasso di cemento e spazzatura. E' verò però che a cercare meglio si trovano anche delle sorprese, come ad esempio un bellissimo ristorante tradizionale in un edificio del XVII secolo, ex-residenza di un sultano, dove abbiamo fatto una cena che difficilmente dimenticherò per via del cibo e dell’atmosfera.

Nella giornata di Sabato ci siamo trasferiti a Sidi Bou Said, un piccolo villaggio a 20 km da Tunisi, arroccato su una collina che affaccia sul mare con casette bianche e muri ricoperti da buganvillee e gerani. Questa città è stata la base da cui ci siamo mossi per visitare il sito archeologico di Cartagine. E’ stato un giro davvero bello, tra porti punici, anfiteatro romano, terme di Antonino… Mi tornava continuamente alla mente la mia prima gita scolastica ad Ostia Antica.

Al rientro dall’escursione cartaginese ci sono stati altri due momenti che probabilmente rimarranno impressi nella mia mente per molto tempo: un thé caldo alla menta e pinoli sorseggiato in un bar del posto mentre assistevo ad un temporale estivo, e un cous-cous di pesce alla tunisina che solo a rinominarlo mi viene la bava alla bocca!

3 commenti:

geo ha detto...

anche per noi tutto è iniziato il giorno del tuo compleanno. maledetto!
voglio le foto. e anche l'intervista. hahaahaha!

ILPASSAPAROLA ha detto...

Giannotto,avete fatto bene a non arrendervi e poi Tunisi è misteriosa,vero? In quanto all'intervista inaspettata, non è la prima volta che le telecamere ti mettono a disagio,vero? Salutonee x 2 e vogliamo le fotooo!

Dory ha detto...

Non puoi andare a Tunisi e pensare ad Ostia antica!!!!!
Comunque, ben tornati!!!